A quelli che hanno un’idea ma non sono disposti a crederci, e a quelli che sentono dentro cose che non hanno il coraggio di esprimere, io racconto la storia di Bjarte. Bjarte il norvegese, che a 41 anni è diventato mio amico per puro caso. Un giorno della lunga estate trascorsa al Nord, in un luogo dal quale forse non sarei mai passata. “Io vivo a Burfjord. Se siete in zona venite a trovarmi”, aveva buttato lì lui tramite Facebook. In coda ad uno dei tanti post che avevamo pubblicato per raccontare l’avventura di una vita. Burfjord. Boh. Nome mai sentito. Ma quel Bjarte Hollevik che dalla Norvegia ci era amico da un po’, e che seguiva via social i nostri passi in “madrepatria”, di incontrarlo avevamo voglia tutti e due. Fatto era che quel posto era proprio a nord. Rispetto alla capitale, praticamente come da Roma a Oslo stessa. Una bella botta di chilometri, viaggiando in camper solo via terra. Ma il tempo c’era. La voglia anche. E allora, quando ci siamo trovati lassù, tra le Lyngen Alps e Hammerfest, a un tiro di schioppo da Capo Nord, abbiamo deviato. 

Ed ecco Bjarte, vichingo dal sorriso spontaneo, chiacchierone e ospitale come tutti quassù. Il nord in fondo è un po’ il nostro sud. Quello della gente che ti apre le porte e si scansa per farti posto a tavola. E allora viene naturale stringersi la mano e sentirsi già un po’ amici. Poi ci chiediamo di noi. Come farebbe chiunque. Io di te, tu di me. Noi raccontiamo un po’ di Italia, lui ci apre le porte su un mondo incredibile. Nella sua casa affacciata sul fiordo che guarda verso il Mare di Barents, dove le trote di mare guizzano nell’acqua gelida, una stanza raccoglie tutta la ricchezza di Bjarte.  Moonlight. Luce di luna. Un fascio di elettroni che da questo angolo di Artico ha già avvolto buona parte d’Europa. E non solo. 

Fino a quattro anni fa Bjarte era un commesso di banca qualunque. Con la passione per lo sci e la vita all’aria aperta, come la bandiera norvegese incide nel cuore di tutti. Poi quell’idea tenuta al caldo per lungo tempo, la voglia di cambiare strada, il bisogno di esprimere se stesso hanno vinto. E dal nulla è nato il fascio di luce della luna, Moolight Mountain Gear, con il suo carico di genialità ancora tutto da spargere nell’aria. Quattro anni dopo, la storia è già scritta: un quartier generale a Burfjord, per la mente scalpitante di Bjarte, un artigiano in Svezia per la parte produttiva, distributori in svariate parti d’Europa e del mondo. E già due – ma del secondo la notizia è freschissima – primi premi fra i prodotti innovativi all’Ispo, il maggior salone mondiale dedicato agli sport invernali. 

Al centro di tutto, la capacità di concepire qualcosa che mai nessuno era stato capace di creare. Gli sci da polvere più leggeri al mondo. Lo scorso anno gli Eagle Carbon Race, quest’anno i Carbon 120 Race, assi da 120 sotto il piede per 1180 grammi su 186 centimetri di altezza. Roba da tutine. Con la potenza di un cingolato. 

Quando incontriamo Bjarte, nei giorni del sole di mezzanotte, di questi 120 Carbon Race ci dice poco e a denti stretti. Ma ci chiede di attendere. “Perché sarà una grande sorpresa, un prodotto incredibile”, ci annuncia pensando all’Ispo che arriverà solo fra un altro mezzo annetto, a inizio febbraio. Intanto ci racconta tutto dell’Eagle Carbon Race, 1080 grammi sulla bilancia per 98 mm al centro e un metro e 86 di lunghezza. “Full rocker? No, meglio di no. Perdi troppo in performance. Se sei un bravo sciatore sai stare su qualunque sci. Altrimenti ti serve qualcosa che ti aiuti davvero”, ci dice Bjarte prima di svelarci la sua visione: uno sci con camber tradizionale e un rocker lungo e basso in punta e in coda. “Una ricetta che, unita alla leggerezza, rende facili anche le curve corte”, fa notare. Nel cuore del fascio di luce lunare, poi, altra tecnologia brevettata: un nucleo di legno-ibrido unico nel suo genere. Tanto unico che Bjarte non vuole nemmeno svelarci di che legni si tratti. “Sono legni europei”, si limita a dire. E se va bene è così. 

Ma la gamma spazia. Come dalla Terra alla Luna and back. E allora la tenda si alza anche sui Race da pista, sugli All mountain carbon race e sul resto del ventaglio che ogni anno conta qualcosa come 500 paia prodotti. 

Ma nella stanza in riva al fiordo ribollono anche tante altre idee diventate già realtà. Gli attacchi, tutti leggerissimi, con una perla a brillare fra tutti: il combo ski touring-telemark, altro brevetto esclusivo Made in Burfjord. E poi le grandi protagoniste di questa avventura al chiaro di luna: le lampade frontali, l’asso nella manica capace di valere un altro primato. Le più potenti al mondo. Bjarte ci mostra le 2mila e le 5mila lumen per darci un assaggio, poi ci porta al buio del retroscala e accende la vera diva. Diecimila lumen. Un faro da stadio capace di accecarti negli angusti spazi della cantina, ma anche di salvarti la vita in un’uscita notturna, in una sciata al buio della notte artica o in un momento di confusione del tuo gps personale. Un pacchetto composto anche da una batteria con raffreddamento e dalla garanzia di non spegnersi in tempi brevi, ma neppure di affievolirsi con quella velocità che le omologhe cinesi, uniche al mondo, minacciosamente impongono. E che tutto questo sia vero, lo capiremo a nostre spese. Quando l’avventura notturna al ghiacciaio pensile (E CLICCATE QUI PER LEGGERE ANCHE QUESTA FOLLIA!!!) ci metterà a dura prova, ma non ci lascerà comunque al buio.

Dopo qualche ora il viaggio finisce così, quando la luce della luna si spegne sul fiordo. Dopo aver scrutato gli sci in riva al mare. Dopo aver manipolato lampade mai viste. Dopo tante parole e tante scoperte che dal profilo di Facebook, come il nostro simile a tanti altri, mai ci saremmo aspettati. Ma anche nella fase calante qualcosa di inatteso accade. E mentre il van sta per ripartire verso nuove mete, le figlie di Bjarte, due bimbe bionde sorridenti come il papà, ci portano un piatto con salmone, patate e salse locali. Osano dire poche parole. Ma con la loro allegria, senza bisogno di parlare, ci chiedono di mangiare qualcosa lì in giardino. Al caldo di un’estate artica senza più un senso meteorologico. In attesa che i raggi della Luna tornino a sorridere in cielo.

Tutte le creazioni di Bjarte, i suoi sci, gli attacchi, le lampade frontali e la fantastica storia della Moonlight Mountain Gear sono raccontate sul sito moonlight.no.

verofinoinfondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *