La Finlandia è un Paese defilato. Laterale. Non esibisce. Non cerca scuse che non ha.
Scorrere la Norvegia è un po’ scoprire. Dal mare, ai monti, ai fiordi, ai laghi, ai fiumi, alle isole, alle colline, alle pareti, ai ghiacciai, alle gole incuneate nel profondo. La Svezia snocciola paesi, colline e montagne da sciare, strade nel verde e attrazioni agresti.

La Finlandia ti offre due sole cose. Ma come nessun altro sa fare. Acqua e alberi. Distese morbide, pianure, lunghe strade dritte, distanze infinite. E alberi. E acqua. Ovunque guardi. Ovunque ti giri.



Non tutti lo sopportano. Non a tutti piace. Sono quelle cose non per tutti. Che non puoi nemmeno biasimare chi non sa accettare. E’ così: ci finisci dentro, e ti ritrovi solo con te stesso. E guardarsi dentro a quanti piace davvero? La Finlandia è uno di quei Paesi che ti mettono a confronto con le assenze. E ti fanno capire se hai la forza per tollerarle sul serio. Assenza di rumore. Assenza di case. Assenza di gente. Assenza di luce. Assenza di montagne. Assenza di civiltà. Viaggi, viaggi. E le abitazioni si nascondono. Sai che ci sono, perché un numero, all’imbocco delle strade sterrate che si staccano qua e là, te lo dice. Ma tu la casa non la vedi. Eppure sai che qualcuno lì ci vive. Ci passa il suo anno. La sue estate e il suo inverno. Con la pioggia o la neve.
Immagini come sia vivere così, defilati nel bosco. Lontani uno dall’altro. Ognuno a godersi la sua proprietà di silenzio. Ognuno protetto dalla sua porzione di foresta. Ti chiedi se abbiano mai paura. Se non sentano il bisogno di vedersi. Di parlarsi. Ti domandi cosa facciano la sera. Come passino il giorno.



Ma intanto sei lì. E con quelle assenze fai i conti anche tu. Anche solo per qualche giorno. Qualche settimana. E già senti che basta così. La sera fermi il tuo van davanti a un lago, a una spiaggia, a due canoe posate sulla riva. E osservi l’ennesimo tramonto rosso nel cielo. Nessuno intorno, solo silenzio. Poi scende la notte e il nero ti circonda. Silenzio totale. Buio completo. Sei lì. Un punto nel mezzo di uno spazio spopolato. Senza rumori. Senza luce. Una pennellata in un quadro deserto di tutto, tranne che di due cose. Alberi e acqua.
Ce la farai?



La Finlandia è bellissima. Ma non per tutti. Devi sentire dentro il piacere di riempirti con un ramo di pino e il guizzo di un pesce, per capirla davvero. Devi saper trasformare le assenze in presenze. Manca la luce e allora ti riempi di buio. Mancano voci e allora ti riempi di silenzio. E queste non sono cose che la gente ama. Eppure provarci ha un valore. Perché se non lo fai, vedrai questo Paese sempre solo come una terra noiosa. Triste. Priva di tutto. E soprattutto non ti allenerai mai a svuotare la tua vita di quello che ti circonda. Per colmarla di quello che vorresti dirti davvero.


verofinoinfondo

2 thoughts on “Finlandia, la terra delle assenze”

  1. Oggi leggiamo di tutto, ascoltiamo i tuto, vediamo di tutto meno che dentro noi stessi….
    Direi che il tuo racconto ci pone la domanda : ” siamo certi di vivere bene?”

  2. Una descrizione molto bella di questo paese che essendo così dessero e silenzioso mette un po’ di tristezza! Brava comunque !!!

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