Ciao, bambino.

Sono nata lontano da te, nella terra delle case di cemento e della folla che si sfiora senza toccarsi mai. Alla tua età iniziavo a decidere che una cosa mi piaceva e l’altra no. A volte dovevo rinunciare ad ottenerla. A volte vincevo. Mi dicevano che così si cresce. E si diventa migliori.

Non ero alta molti centimetri più di te quando ho iniziato a notare che tra le mani degli uomini si muoveva qualcosa capace di ottenere cose. Andavi in un posto e ne uscivi con quello che avevi desiderato. Magari a lungo.

Avere tutto quando non hai niente

Col tempo ho imparato che con quella stessa cosa, quella che si muove tra le mani degli uomini, puoi acquistare anche doni invisibili. Oggi, che sono molto più grande di te, con quella cosa ho ottenuto la possibilità di vederti. E di sognare che tu, una volta grande come me, possa comprare il tuo desiderio di osservare un giorno altri bambini, in terre lontane da te.

Tu hai tutto eppure niente. Hai le cose buone della vita. La mamma e la tua tenda. Forse una casetta di mattoni in terra cotta al sole. La stufa che brucia sterco e il buco nel cortile in cui correre quando ti scappa la pipì. Hai qualcosa con cui giocare e gli amici con cui correre nelle distese della tua terra. Hai forse del bestiame e il latte caldo da bere. Hai un posto in cui rifugiarti quando hai freddo o paura. Sai che devi lavorare. E chissà se hai mai pensato di dire una volta no. Mungere o tagliare il fieno, tosare le pecore o aiutare a cucinare. Quando è ora, tu devi essere lì.

Noi bambini dai capricci lontani

Hai tanto. Hai tutto questo. Eppure non conosci quel che siamo invece stati noi, bambini di terre lontane. Decidere se una cosa ti piace e un’altra no. Poterti permettere il capriccio di preferire. Vincere solo per il gusto di aver insistito. Per aver voluto quel che magari tutti possedevano, anche se del tutto inutile. Tu hai tutto. Ma non puoi conoscere quel che vorresti sognare. Nel tuo mondo l’invisibile non c’è. Ricevi quel che ti è dovuto. Ottieni quel che non ti deve mancare. Ma non puoi osare oltre. Non sai neppure che esiste quel che forse vorresti per te.

Sei qui, a correre incontro alla mia auto. E mi guardi con gli occhi grandi di chi spera in qualche cosa. Ci sono un quaderno e un pennarello pronti per te, forse una manciata di patatine, magari un piattino di pasta. Cose che non hai. Cose che ti rendono felice perché sono quel che tu non osi desiderare: superflue per sopravvivere.

Lotte opposte

Le cose inutili sono un affanno per l’anima e la morale. Noi bambini di terre lontane, quando diventiamo grandi, passiamo il tempo a parlare di quanto dovremmo sapervi rinunciare. Discutiamo. Elucubriamo. Creiamo mostri di parole che tornano sempre al punto di partenza senza saperci mai portare altrove. Pensa, bimbo. Noi lottiamo per liberarci da ciò che invece tu vorresti avere.

Siamo un mondo sghembo. Non esistono punti di incontro. Ognuno deve saper trovare la sua linea retta nella storia in cui il destino l’ha catapultato. E per nessuno la vita sarà mai la stessa di un altro. Anche la tua, bambino, sarà una storia a sè. Forse continuerai a non conoscere quel che non vedi, liberandoti così dalla possibilità di desiderarlo. Forse invece volerai. Forse quella cosa che viaggia tra le mani degli uomini ti porterà dove imparerai cose nuove. Dove vedrai mondi diversi. Dove potrai desiderare, preferire, scegliere. Comprare.

La forma pura di quel che siamo stati

Sei la forma pura di quel che noi non ricordiamo neppure di essere stati. E proprio per questo ti auguro di usare al meglio il tuo destino. Che tu resti, vada, scelga o non ti muova mai, desidero per te un mondo nel quale le cose superflue restino sempre una meraviglia. Una bellezza che ti apre il cuore. Un pennarello donato, un tramonto, un libro, un viaggio, un pensiero, un sorriso, un incontro, un oggetto. Qualunque cosa sia, spero che l’inutile della tua vita sappia sempre farti sorridere come sai fare ora. E come hai fatto quando sei corso incontro a me.

 

verofinoinfondo

3 thoughts on “Bambino universale”

  1. Non potevi raccontare meglio i tuoi ricordi in quel mondo a me sconosciuto. Che leggendo ciò che tu hai avuto la fortuna di toccare con mano .. mi è sembrato di essere lì con quei bambini dagli occhi e dal sorriso felice . Grazie Veronica per tutto ciò che la tua mano scrive dettata dal cuore ❣

  2. Che teneri questi bimbi! E che felicità nei loro occhi vedendo voi e i regali i che avete loro portato!

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