Il mio amico Thor, che vive in Svezia ma è norvegese, dice che questa festa è un po’ una noia. Giochi, balli, fiori e caffè e torte. Niente a che vedere con i suoi amati fiordi e i fuochi che si accendono sulle spiagge affacciate sull’oceano. Ma in Svezia questa giornata, questo venerdì che ogni anno è sempre il più vicino al 21 giugno, piace. Piace a tutti. I grandi e i piccoli. Forse perché allunga il weekend di un giorno, forse perché è un’occasione per stare in casa con gli amici più stretti, forse perché per una volta si respira il silenzio dei ristoranti chiusi, forse semplicemente perché è una tradizione. E le tradizioni non vanno mai scordate, perché un senso – anche quando sembra difficile trovarlo – ce l’hanno sempre.

danze

 

      festa con Thor

Si chiama MidSommar. Ed è semplicemente l’inizio dell’estate. Della stagione più calda, più bella, più azzurra, anche qui dove il caldo e l’azzurro tante volte si lasciano oscurare dalle nuvole e dal vento. Nella notte fra il 21 e il 22 giugno, in tutta la Terra popolata dall’uomo, il Sole cambia le sue regole. Prima sempre più presente. Da ora sempre un po’ più assente. Per pochi secondi al giorno, poco a poco. In una parabola continua, dritta a toccare il buio persistente dell’inverno. La stagione che sarà dedicata al riposo, alla ricerca del caldo, al senso di casa. 

Un giorno per i bambini

Ma quei momenti sono ancora lontani, perché questi sono i giorni del Sole. Oggi, a MidSommar, è la stella più luminosa la protagonista. E in Svezia, dove fare figli è ancora un piacere coccolato dai servizi dello Stato sociale, è ai tantissimi bambini che questa festa viene dedicata. Pensando soprattutto a loro, i Soli che illuminano il domani, si organizzano canti, balli, cacce al tesoro, si cucinano dolci e si sorride in compagnia. Che piova o splenda il sole non importa. L’essenziale è indossare una corona di fiori sulla testa ed esserci.

 

festa 3

 

i bambini

 

bambini 2

Ad Ängelsberg, dove vive Thor, MidSommar si vive vicino alla grande casa in legno rosso che la parrocchia offre a chiunque voglia organizzare una festa. Sul prato sono stati installati altri antichi edifici: tutti in legno, sono stati trasportati qui negli anni Cinquanta da zone vicine, come a creare un ecomuseo capace di raccontare lontane tradizioni e di far rivivere frammenti di vita passata. Fra i banchetti ricchi di torte al cioccolato e infiniti termos di caffè bollente, a fianco del gruppo che canta canzoni popolari al suono della chitarra, riposa a terra una grande croce. E’ completamente ricoperta di foglie verdi e fiori. Thor ci racconta che secondo alcune interpretazioni ricorderebbe un simbolo fallico, ma il senso comune vuole che sia più plausibilmente collegata alla tradizione cristiana. Una tradizione che, guarda caso, proprio con questo simbolo, è richiamata addirittura nelle bandiere nazionali di tutti gli Stati scandinavi. 

balli

Su con il volume!

La musica pian piano alza il volume. Mamme, papà, ragazzini, bambini e anziani si avvicinano al centro del prato, intorno alla croce. Qualcuno unisce le forze e il grande simbolo si alza in piedi. E’ tempo di dare il via alla grande festa. Le danze in cerchio, mano nella mano, danno un senso al bisogno di stare insieme. I più piccoli si scatenano, i grandi li assecondano. Tutti cantano. Tutti seguono i movimenti dei balli di gruppo.

festa 2

 

bambina

Una noia? Chissà. Da queste parti, in questo pomeriggio di pioggia e sole e vento e nuvole, sembrano rari i visi che non sorridono. Forse tutti si divertono davvero. Forse i grandi fingono, come sempre fanno nella vita da che mondo è mondo, per la felicità dei bambini. Chissà.

 

E poi tutti a casa…

Resta il sapore della musica nell’aria quando prendiamo la strada di casa. Perché questa giornata di festa non può concludersi così. Non sarebbe tradizione. E se davvero vogliamo vivere questo momento da veri svedesi, è fra le mura della casa di Thor, la nostra casa, che dobbiamo concluderlo. E’ tardo pomeriggio e come sempre la cena è già in tavola. Qui in Svezia non si attende il buio per sedersi davanti al piatto, perché tanto il buio non arriva mai. Si predilige l’orario del tè per chiudere i pasti del giorno, perché così, chi lo sa, potrebbe restare un bel po’ di tempo per dedicarsi ancora a molte cose.

aringhe solstizio

Aringhe in salamoia di cannella, immerse nella senape, nelle cipolle e nella salsa di pesce. E poi pane polare, sottile come un azzimo, patate bollite ricoperte di panna acida e aneto. E poi birra e snaps di Linie Aquavit, l’acquavite norvegese che da tradizione deve attraversare due volte l’Equatore in botti stivate sulle grandi navi oceaniche, prima di poter essere servita in tavola. E’ la tradizione, non ci si può tirare indietro.

acquavite norvegese

Un rito, non solo una cena

“Ricordate: quando venite invitati a cena da uno svedese, soprattutto per momenti speciali come questo, l’usanza vuole che ci si sieda tutti insieme e che non ci si alzi mai finché tutti non hanno finito”. Ce lo spiega Thor come un padre,  ben conscio che in realtà ha a che fare con due italiani vagabondi e un po’ poco disciplinati. Sempre un po’ in ritardo e mai perfettamente allineati al galateo. Ma il sorriso sul suo volto non si spegne mai. E questa sera, come davvero fosse un giorno più speciale degli altri, prima di cenare ci canta anche una canzone. “E’ il mio augurio a voi di buona fortuna e di buona vita”, puntualizza alla fine. E allora Skol. In Svezia come in Italia. E che non sia mai l’ultimo.

cena solstizio 1

 

Ed ecco il video della nostra incredibile giornata
buon divertimento!!!

 

verofinoinfondo

3 thoughts on “Svezia vuol dire MidSommar: la festa del solstizio d’estate”

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