Pensi a tutto. Un effetto della stanchezza, un’allucinazione dovuta a quel mezzo quintale di roesti e uova che hai messo in corpo, a questa estenuante settimana di scialpinismo in Norvegia, magari un sogno. Forse un’invenzione. È troppo bello per pensare sia vero. Poi ricordi che qualcuno ha urlato il tuo nome mentre te la dormivi già alla grande. E sei uscito di corsa in mutande sulla neve, infilando il primo paio di scarpe che ti è capitato a tiro, quasi certamente non le tue. 

 

Fosse tutta poesia staresti lì a goderti lo spettacolo in atermica contemplazione, e invece capisci che stai congelando. Ed è in quell’istante che ti accorgi che la magia non è per niente immaginaria. No. È reale, e ti sta avvolgendo, e tu non riesci più a schiodarti. Un’aurora boreale, proprio sulla tua testa. Meraviglia pura. Come se il pennello di Photoshop si fosse imbizzarrito dopo aver intinto le setole nel verde fluo per donare la luce al  cielo buio. 

 

Quando il cielo danza

Sei amici. Una notte stellata e gelida. Un groviglio magico di colori acidi in stroboscopico movimento, che vengono e vanno, si incrociano e si dissolvono senza lasciarti il tempo di imprimere la pellicola fotografica. Ma la memoria sì. Quella sai che resterà tatuata per sempre. Lyngenalps: se una didascalia fosse richiesta ai cassetti della mente di una vita, basterebbe questa parola a raccontare la bellezza di questa nottata. Questa splendida nottata di una Norvegia vestita del suo abito migliore.

 

 

Partire per cercare la neve del marzo artico e tornare a casa non solo con le pelli consumate, ma anche con il regalo più bello che la natura, forse Dio, possa farti è la cima che rende più bella la vita. Come una sciata perfetta. Come gustare la neve più morbida. Ma siamo alle Lyngen, e qui c’è da attendersi roba di questo genere. Settantesimo parallelo, oltre 400 chilometri a nord del Napapjiri, due ore di volo a nord di Oslo e altrettante di pulmino nove posti per approdare sul fiordo più amato, più frequentato, più desiderato dagli sciatori di mezza Europa. 

 

L’Olimpo dello scialpinismo in Norvegia

Le Lyngen sono un luogo mitico, un Olimpo nordico che ispira da sempre senso di libertà. Difficile trovare luoghi altrettanto plausibili, densi di discese scialpinisticamente sensate e panorami dagli orizzonti immensi, solo da scegliere a caso in una platea di itinerari possibili. 

Con noi c’è il Lungo, la guida che ormai è un amico cui non sapremmo più rinunciare, non fosse che per il bagaglio di cultura che ci regala ad ogni viaggio. È lui a scegliere i luoghi giusti nella nostra settimana di passione nordica, in questo marzo di nevicate anomale sulle Alpi. 

 

“Divertimento”, ci raccomanda al breafing di battesimo, davanti all’ultimo bicchiere di birra seria prima di entrare nel forzato ramadan alcolico che la cultura artica impone. Ma tutti conosciamo il Lungo, e nessuno meglio di noi sa che quel suggerimento apparentemente godereccio nasconde invece una raccomandazione marziale. Divertitevi, ma con coscienza. Se c’è una cosa che questa guida alpina ha saputo trasmettermi più di altre, nel corso degli anni, è proprio questa: vivere la montagna sì, e senza limiti, ma sempre con la consapevolezza che una persona seria deve a se stessa, quantomeno come omaggio al semplice dono di esistere. 

Stessa neve, panorami nuovi

La casetta che AirBnb ci ha assegnato è un punto fermo che ci sarà utile sopratutto per quelle quattro cose cui non possiamo fare a meno. Lavarci. Scaldarci. Dormire e mangiare. Stare un po’ tra noi. Fare gli scemi quanto basta.

 

 

 

 

Ma è fuori, nel bianco di questa primavera che già inizia ad essere inondata dalla luce, che vivremo le nostre emozioni più profonde. Usciamo in perlustrazione, una prima gita di riscaldamento. Ed è subito bellissimo. Nella zona di Lyngeseidet, dove abitiamo in questi giorni, la neve non si è fatta troppo desiderare. E pur salendo dislivelli da passeggiata domenicale, capiamo immediatamente che sciare da queste parti, dove la notte del lungo inverno è appena finita, non è come sciare a casa nostra. Le cime più alte non arrivano a 2mila metri e spesso in uno stesso giorno si pella e si ripella con facilità altrove impensata.

Ma la cosa che ci colpisce di più fin dal primo momento, anche perché è la più visibile e concreta, è la bellezza dello scivolare sulla neve che si tuffa nel mare. Come percorrere una pista col vento in faccia in direzione del blu dipinto di blu. La stessa sensazione che avevo provato solo in Islanda qualche tempo prima, ma senza tutta questa neve a rendermi le cose così facili.

 

 

Distese infinite verso le cime

L’azzurro del cielo che a momenti alterni ci accompagna è la cornice perfetta di tutto questo immenso. Le distese bianche sembrano infinite, gli avvicinamenti morbidi ma estenuanti. In fondo, vediamo le nostre cime e destinazioni: Geitgaljern, Kavringtinden, Istinden, Tafeltinden.

 

Mete classiche dello scialpinismo in Norvegia. Gite magari semplici per buona parte, poi, verso il loro incontro con il cielo, sempre più bisognose di attenzione e concentrazione. Io almeno, che sono quasi una principiante, le vedo così. Ma in un modo o nell’altro, per la via facile o quella un po’ più impegnativa, anche dopo ore e ore di fatica, arrivo sempre dove devo arrivare.

 

 

 

Solo che non sempre tutto è così immediato. Ci sono giorni di brutto tempo, momenti di nebbia e di freddo. Sale il vento, a volte la visibilità ci abbandona. A volte ci rifugiamo in una hutte. A volte dobbiamo seguire passo passo la nostra guida per tornare a valle. Fa parte del gioco. Lo sappiamo che fare scialpinismo in Norvegia, come d’altronde ovunque in montagna, può essere così. Sono spesso i momenti migliori, nonostante possa sembrare un paradosso. Quando le condizioni non aiutano, quando il cielo annuncia inclemenza, ci sono modi alternativi per sfruttare al meglio i minuti che passano. Fare una lezione teorica, per esempio. Lo studio delle mappe, dei gps, dei meridiani e dei paralleli. Oppure una seduta pratica, a scoprire gli strati profondi della neve. A sparare le manovre di corda. Ad allenarsi con paranchi e recuperi da crepaccio. 

 

 

 

Non solo scialpinismo

Tra una colazione a base di prosciutto e formaggio e una cena a suon di aringhe in salamoia di cannella, gamberetti in salsa, salmone e roesti e wurstel, è così che le giornate passano. Senza dimenticare che anche a quattromila chilometri di distanza si può ritrovare un pezzo di casa. Esattamente dove Patrick, uno dei primi giovani scandinavi ad aver scoperto le nevi del Freeride Paradise valsesiano, tra i migliori amici del Lungo, ha la sua base. Il Magic Mountain Lodge, punto base d’ordinanza per tutti gli amanti europei dello sci fuoripista e dello scialpinismo.

 

Ci passiamo una serata intera, ceniamo con loro, ridiamo e scherziamo in compagnia. Siamo parte della grande famiglia, gli amanti – più e meno bravi – della neve fresca. Patrick ci racconta che qui, nei mesi dell’inverno più profondo, sciare non è qualche cosa di impossibile. Vivere si può, anche quando il buio è lungo quasi come una giornata intera. E basta dotarsi di torce frontali potenti, per affrontare il nero che avvolge le montagne.

Una scoperta indimenticabile

E’ una scoperta continua. Esattamente come tutto questo viaggio di scialpinismo. Come quando veniamo a sapere che da queste parti il pericolo delle valanghe non diventa mai irrilevante. E che soprattutto in questi giorni c’è da tenere gli occhi ben aperti. Come quando ci spiegano che la macchina dei soccorsi in Norvegia esiste sì, ma non ha gli stessi tempi di reazione cui siamo abituati in Italia.  O che da noi arriverà forse tra qualche anno, ma qui già bisogna comporre il 112 per far sentire la propria richiesta d’aiuto.

Sarà in ogni caso, alla fine dei conti, una grande lezione. E un immenso arricchimento per le nostre vite, per i nostri occhi, per la nostra esperienza. Qualcosa che, io lo capirò anni dopo, non dimenticheremo mai più.

 

Se anche voi siete interessati a fare questa meravigliosa e incredibile esperienza, contattate la Scuola Guide Alpine di Alagna Valsesia all’indirizzo info.guidealagna@gmail.com o tramite il sito www.guidealagna.com.   

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2 thoughts on “Scialpinismo in Norvegia: la magia delle Lyngenalps”

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